Contrari ad ogni discriminazione
Obiettivi condivisi
La nostra scuola è un luogo di apprendimento, incontro e partecipazione, dedicato agli adulti migranti che desiderano imparare la lingua italiana e costruire un percorso di integrazione personale, sociale e lavorativa.
L'accoglienza è il principale valore guida che ispira l'azione di tutti gli insegnanti della scuola. Accogliere significa riconoscere la qualità e la dignità di ogni persona, ascoltarne la storia, valorizzarne le competenze e accompagnarla nel proprio percorso di crescita senza pregiudizi o discriminazioni. Ogni studente porta con sé esperienze, lingue, culture e conoscenze che costituiscono una risorsa per l'intera comunità.
Attraverso un approccio didattico inclusivo e centrato sulla persona, promuoviamo l'apprendimento della lingua come strumento di emancipazione, di accesso ai servizi, al lavoro, alla formazione e alla cittadinanza. L'attenzione ai bisogni individuali, la valorizzazione delle differenze e la personalizzazione dei percorsi costituiscono elementi fondamentali del nostro progetto didattico.
Il nostro obiettivo è offrire a ogni persona non solo l'opportunità di imparare una nuova lingua ma, attraverso l'accoglienza, dare a ognuno la possibilità di sentirsi riconosciuto e sostenuto nelle proprie esigenze e priorità.
La nostra storia
La storia della Scuola Popolare Calvairate inizia a metà degli anni Settanta del secolo scorso, da un gruppo di amici che ha trovato in Sandro Sessa una guida e un instancabile organizzatore.
Nel 2013 Sandro Sessa riceve, a riconoscimento e benemerenza di quanto fatto per la città di Milano anche attraverso la scuola, l'attestato per il prestigioso riconoscimento dell'"Ambrogino d'oro".
Gli anni settana erano gli anni della contestazione giovanile e delle lotte operaie, del riconoscimento della scuola come primo gradino di emancipazione e giustizia sociale. Erano gli anni dei decreti delegati, introdotti per democratizzare l'istituzione scolastica, trasformando la scuola da ente chiuso a comunità educante aperta al territorio, culminati con il riconoscimento delle 150 ore: permessi straordinari retribuiti (fino a 150 ore all'anno) che i contratti collettivi avevano riconosciuto per frequentare corsi e sostenere esami finalizzati al conseguimento di titoli di studio. In particolare l'esame di terza media, che nel frattempo era diventato un diploma irrinunciabile per l'accesso ad un lavoro più qualificato.
Ed è sotto la spinta delle 150 ore e della conseguente domanda da parte di lavoratori adulti, all'inizio non soddisfatta dall'ente pubblico (i CTP, centri territoriali permanenti, sono degli anni Novanta), che nascono numerose scuole popolari. Sandro Sessa e il suo gruppo di amici fondano la "Scuola Popolare Magenta", dal nome del quartiere dove aveva sede, presso la Parrocchia di San Pietro in Sala in piazza Wagner dove era presente una attiva comunità di base. Come spesso accade alle associazioni di volontariato senza particolari sponsorizzazioni e con poche risorse economiche, la ricerca e il mantenimento di una sede con le relative aule diventa l'elemento vitale, causa di trasferimenti e spostamenti che seguono le decisioni della proprietà dei locali. Così la scuola si trasferisce da San Pietro in Sala in via Vetta d'Italia, nei più accoglienti locali di un'ex farmacia comunale, cambiando denominazione in "Scuola Popolare di Via Vetta d'Italia": nasce così la consuetudine di identificare il nome della scuola con il quartiere dove opera.
Dopo un paio d'anni il Comune richiede la restituzione della sede, e la scuola si trasferisce presso il Centro Sociale di via Scaldasole, ridenominandosi "Scuola Popolare Ticinese". L'attività prosegue con profitto, ma nascono anche alcune divergenze: l'indipendenza operativa e decisionale della scuola mal si inserisce nelle attività del Centro Sociale. Così, dopo una sistemazione temporanea presso il Centro Sociale del Ponte delle Gabelle, la scuola trasloca ancora, trovando "casa" nel quartiere Isola, presso la Chiesa Metodista di via Porro Lambertenghi.
È in questo periodo, alla fine degli anni Novanta, che comincia a farsi importante la domanda di conoscenza dell'italiano di base da parte di stranieri adulti immigrati. Il quartiere Isola, in quelli anni, si stava trasformando da area popolare ad un polo creativo alternativo, caratterizzato da spazi industriali dismessi e una forte vivacità sociale animata da artisti, musicisti e centri sociali. Poco confacente alle finalità della scuola. Nuovo spostamento, questa volta definitivo, verso il periferico quartiere Calvairate, dove l'esigenza di una scuola che prepari all'esame di licenza media si affianca a un corso di alfabetizzazione di italiano di base, organizzato e sviluppato da Piersandro Massone. La trasformazione in "Scuola Popolare Calvairate".
Dopo una prima e provvisoria sistemazione in viale Molise, la Scuola Popolare approda nei locali di via del Turchino, presso la Parrocchia di Sant'Eugenio, per poi "sdoppiarsi", nel 2014, nelle due sedi Sant'Eugenio e San Pio V.
Anche la Scuola Popolare Calvairate risente del mutamento dei tempi, che vede spostarsi la domanda sempre più verso i corsi di alfabetizzazione di italiano di base, riducendo progressivamente l'attività dei corsi di preparazione all'esame di terza media. Oggi la scuola offre cinque corsi di alfabetizzazione, da Alfa ad A2, e un corso di preparazione all'esame di terza media.
Più di cinquant'anni di vita della scuola, di cui la metà nel quartiere Calvairate, sono stati testimoni dei profondi mutamenti sociali e di composizione etnica che hanno riguardato Milano e in particolare le sue periferie. La Scuola Popolare Calvairate ha cercato di mantenere fede alla sua storia di istruzione per chi lavora, organizzando corsi serali ad alta frequenza settimanale e basso orario scolastico, per conciliare lo studio con gli impegni di lavoro senza sovraccaricare troppo chi arriva da una intensa giornata.
Chi c'è dietro la scuola
Siamo un’associazione di volontari con attività regolata da uno statuto regolarmente depositato che ne disciplina le attività.
Siamo mossi dalla convinzione che ogni essere umano abbia diritto a essere accolto, ascoltato e ad avere opportunità di crescita. Il tempo dedicato gratuitamente non è percepito come un sacrificio, ma come un modo concreto di affermare un principio di giustizia e dignità. Crediamo che la conoscenza della lingua sia la principale chiave di accesso ai diritti, alla partecipazione e alle relazioni, e che possa portare a miglioramenti della situazione lavorativa.
L'impegno condiviso nell'accoglienza e nell'insegnamento dell'italiano favorisce la nascita di rapporti di amicizia e reciproco sostegno che aiutano a formare un senso di comunità.
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